| Montegabbione calcio difesa a spada tratta |
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ORVIETO — Si difendono a spada tratta i dirigenti della società sportiva Montegabbione. Respingono l'accusa di aver fomentato disordini in occasione della gara di domenica scorsa, valevole per il campionato di seconda categoria regionale. Lo fanno in una conferenza stampa convocata a Perugia, nello studio legale dell'avvocato Domenico Accica. Si riservano di querelare la squadra avversaria, il Castiglionese Macchie, raccontano di un operato «discutibile» da parte dei carabinieri del paese e sostengono che «attorno alla vicenda è stato fatto troppo rumore che ha danneggiato l'intera comunità». «Nessun tifoso è mai entrato in campo — spiega il presidente Lamberto Piselli — il portiere avversario si è infortunato in uno scontro di gioco ed è stato trasportato all'ospedale. A dimostrarlo c'è il comunicato della Lega che ci ha inflitto soltanto una multa perché ospiti e arbitro hanno lasciato con notevole ritardo rispetto alla fine della partita lo stadio. La dichiarazione dei dirigenti del Macchie, relativa al fatto che un tifoso sarebbe entrato e avrebbe colpito con un ferro arrugginito un calciatore è assolutamente falsa». Certo è che il finale del match è stato convulso, con i tifosi piuttosto agitati e i carabinieri che ne hanno portati in caserma una quindicina, su 35 spettatori paganti. L'avvocato Accica sostiene «che i due arrestati (un 40 enne volontario della Caritas e un ex carabiniere e consigliere comunale di 29 anni ndr) erano assolutamente estranie ad ogni tipo di violenza nei confronti dei militari. Il referto medico parla, infatti, di un'abrasione al polpastrello di un dito per un carabiniere, con una prognosi di cinque giorni. Abbiamo patteggiato senza addebiti di colpa. Ci pare inoltre assurdo il trattamento riservato ai due giovani che sono stati messi in cella di isolamento dopo la convalida del fermo e trattati non proprio con i guanti». di Michele Nucci |
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AGGIORNATO AL 04 Mar 2001 09:15 |
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