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Festa del
maiale a Montegabbione
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festa della spezzatura del maiale non a caso avrà come protagonista il
maiale della cinta senese, una razza di suini che può considerarsi tipica
del territorio, il maiale dalle setole bianche e nere per intenderci, il
solo da cui si può ottenere, secondo il disciplinare, il famoso lardo di
colonnata. Resistenza alle malattie, capacità di sopravvivere cibandosi
dei frutti naturali dei boschi, possibilità di raggiungere grosse
dimensioni e alta percentuale di grassi, sono queste le caratteristiche
che hanno fatto si che per lungo tempo fosse il solo maiale allevato nella
zona, e costituisse una importantissima risorsa alimentare per gli
abitanti. I cambiamenti alimentari tuttavia nel corso del tempo hanno
imposto il passaggio all’allevamento di razze suine di importazione,
come quella olandese ad esempio, che si sono gradualmente sostituite alla
razza locale. La manifestazione, fortemente voluta dalla Comunità Montana
e dagli amministratori del paese è dunque un’occasione importante per
riscoprire questa razza ed è un punto di partenza per riproporne
nuovamente l’allevamento in tutto il territorio Umbro. L’appuntamento
è alle ore 15.00 nella Piazza della Libertà, dove saranno allestiti
degli stand in cui i macellai del paese daranno una dimostrazione ai
presenti dei momenti salienti della lavorazione delle carni. Per chi
volesse sarà possibile acquistare le carni ma anche altre produzioni del
luogo come gli oli ed i vini. Una festa all’insegna della riscoperta dei sapori locali sicuramente, ma anche una festa a sfondo storico in cui si potrà assistere ai metodi antichi che un tempo venivano utilizzati per la lavorazione delle carni. Del resto, sottolinea il sindaco di Montegabbione, Marco Spallaccini, il maiale è da sempre la più importante risorsa economica del paese, “abbiamo un salumificio che vanta 50 anni di storia e che per anni è stato il nucleo centrale della vita economica, ma non dobbiamo dimenticare la tradizione di ogni famiglia che era solita lavorare in casa il maiale con l’aiuto del norcino -colui che eseguiva l’uccisione e la spezzatura del maiale-, una mestiere ormai scomparso, ma il cui ricordo è ancora vivo e che sarà riproposto il 5 gennaio”. |
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4/1/2003 - 11:21 |
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